Raw Science

by Ascanio Borga

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about

Ascanio Borga is one discreet but continuously creative sound artist coming from Rome and whose objective is to cross various fields of electronic experimentation, from retro-ish cosmic synth excursion to vaporous space ambient and dark droning vibes. Over the years he mainly published self-releases as limited editions now available on his online Bandcamp store. One interesting fact, in 2008 he published one release on Afe Records (founded by pioneering dark ambient artist Andrea Marutti).
As stated in the press release and compared to his early materials Raw Science deliberately embraces a more sonic and claustrophobic sound universe where crackling industrial noises are melted with tripped out and freezing black noise textures. The whole concept and the visual aesthetic brought to the fore are based on antique knowledge, alchemical then hidden sources of sciences, apparently taken from medieval esoterism and the mystical kabbalistic wisdom.
The pieces gathered on this album sound quite hermetic, not easy to approach at first step but with required attention we can appreciate a tremendous gallery of fuzzed out and metallic drone rituals as in the rather industrial “Porta Alchemica” or as in the sonically grimy “Azoth.” Those kind of obsessional and textured noise ambient sequences admit comparison with the corrosive experimental assaults of Constrate or Sigillum S and the buzzing minimalism of Keith Fullerton Whitman. All in all Raw Science is a pleasant curiosity to discover in the noise / harsh psych drone territory.

Philippe Blache - igloomag.com/reviews/ascanio-borga-raw-science-sonic-boundaries

Raw Science (Sonic Boundaries, 2016) contains four lengthy pieces that are the exact opposite of Altered States: they are painstakingly crafted, mixed, processed, overdubbed, and generally manipulated to maximize sonic impact. Porta Alchemica (13:18) rises from a slowly-forming rotating nebula to become a sort of creaking slow-motion horror monster which then morphs into a fleet of alien spaceships plunging at accelerating speed towards the Earth. Raw Science (17:12) begins with a fantastic effect (a massive grating noise that evokes jungle rain) but then gets lost in a confused mess of strident drones. Prima Materia (14:18) is an even more trivial crescendo from cryptic drone to wall of sound. Azoth (14:37), luckily, finds the right balance between science and art: here the drones mix and match and mismatch, wrestle and breath, and the music rises out of the collision between the morbid ones and the harsh ones, like an orgy of pleasure and pain, reaching a harrowing peak of devastation that sounds like the burning ruins after a nuclear attack. Porta Alchemica and Azoth are, above all, intensely human even in their most dystopic moments.

Piero Scaruffi - www.scaruffi.com/avant/borga.html

“Altered States” (2015) attestava la rentrée di Ascanio Borga dopo qualche anno di silenzio. Nonostante fosse persino un doppio cd con brani di buona levatura che ricapitolavano la sua carriera fino ad allora, la palma di disco più ambizioso va al di poco successivo “Raw Science”, con cui in qualche modo ricomincia il suo percorso all’insegna di un radicalismo cacofonico.

“Porta alchemica” inizia con una vibrazione ultragrave da far sanguinare i timpani. Segni concreti, scricchiolii, arpeggi, trambusti si aggiungono al gorgo (gli ultimi segni di umanità inghiottiti da un buco nero) che s’ingigantisce fino a trasformarsi in immane emissione di energia radiante e magmi incandescenti: un gran finale wagneriano. “Azoth” è dapprima un inno siderale intonato da voci in una cometa buia. Un organo tenta di darvi un accompagnamento musicale, finché il creato accetta di condividerne l’intonazione mesta, ma tutto è sconvolto a forza da un uragano radioattivo e affossato da una sequela di detonazioni termonucleari.
All’inizio, “Prima materia” si crogiola in una stasi elettronica con minor tensione; la scena la ruba poco dopo un mantra abrasivo Whitman-iano con una massa critica che si espande di secondo in secondo, fino a evocare - per stordimento subliminale - una gigantesca festa tribale.

Incline alla divagazione metafisica, il compositore ambientale romano immette nei suoi crescendo altrettante collere cosmiche, finali di storia (del mondo) che ricominciano ogni volta da capo, dotati sia di autonomia indipendente che di coerenza interna. Un’esperienza sonica da immersione ad alto volume, fiaccata appena dalla title track (17 minuti in tre parti), episodica e didascalica, densa come e più delle altre solo nei primi minuti (una cascata assordante di gas e acque). “Every phase of music production is not separate from the others, as the whole process can be repeated several times, in any order, following a non-linear pattern” (Borga). Tre anni di lavorazione.

Michele Saran - www.ondarock.it/recensioni/2016_ascanioborga_rawscience.htm

A pochi mesi di distanza dall'uscita del doppio "Altered States". Ascanio Borga torna con il nuovo CD "Raw Science", sempre rilasciato attraverso Sonic Boundaries.
Se dovessi definire in modo sintetico, e per forza di cose riduttivo, il contenuto sonoro di questo nuovo lavoro, parlerei di un album di "elaborazioni droniche". Detta così il tutto suona molto più semplicistico e banale di quanto invece è possibile "cogliere" dall'ascolto di "Raw Science", un CD che pur mantenendo saldi punti di contatto con il precedente "Altered States", si sviluppa attraverso un approccio compositivo molto diverso (in parte anche descritto nelle note di copertina interne), utilizzando peraltro suoni molto più "ricchi" e "vibranti" caratterizzati da abbondanti e distinguibili componenti armoniche, realizzato con una estrema attenzione al dettaglio, in particolare alla scelta e al trattamento dei suoni e alla messa a punto di un master finale che, valorizzando il materiale sonoro "di base", segna un significativo traguardo anche per quanto riguarda la qualità del suono e il conseguente "impatto" in fase di ascolto.
Mettere insieme un'ora di "elaborazioni droniche" potrebbe essere semplice se ci si limita a raccogliere una serie di "drones" sparsi di varia origine e natura (magari recuperati in formato compresso su internet, o ottenuti con dozzinali effetti di stretching audio, o ancora ottenuti giocando con qualche plugin software, magari partendo da un già "plasticoso" e piatto suono di synth digitale) e poi a metterli insieme con uno dei tanti programmi di montaggio audio, con semplici stratificazioni, incroci, e magari aggiungendo qualche ridondante riverbero che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe fare ancora più "dark" e "profondo"…
Ebbene no… in "Raw Science" non stiamo parlando di nulla (o quasi… posso presumere) di tutto questo…
Il lavoro di Ascanio Borga è completamente diverso.
La scelta dei suoni… la loro timbrica di base… il loro missaggio, le loro metamorfosi, evoluzioni, stratificazioni, elaborazioni, sono tutti elementi ben "ponderati", curati e opportunamente "collocati", mai affidati al caso o concessi a quella diffusa superficialità che ormai vede "normale", per molti, considerare "oscura" o musica "dark ambient" qualsiasi rozzo "agglomerato" di rimbombanti e incontrollate frequenze sotto i 400 Hertz…
Se siete stanchi di ascoltare musica "drone oriented", perché negli ultimi quindici anni, volente o nolente, ne avete ascoltata in quantità industriale eppure non vi viene in mente neanche un titolo di CD (o di un nuovo artista "dark-ambientale") davvero significativo che vi è rimasto impresso… "Raw Science" è il CD che fa per voi, e che vi consentirà di fare nuovamente "pace" con un genere di per sé sempre valido ma che per troppo tempo ha subito gli "abusi" di folte schiere di "finti" manipolatori sonori dalle ambizioni ancora più modeste della loro già inconsistente creatività.
E' difficile soffermarsi a "descrivere" in dettaglio le singole tracce, quattro in tutto, che di fatto "ruotano" intorno a lenti movimenti, crescendo, stasi… costruite con suoni più o meno elettronici (direi "più", ma non in senso negativo perché qui non troverete "effetti speciali" ma solo "elettronica" propriamente detta, quella che, tanto per dire, dà origine al brano "Prima Materia" attraverso progressive "manipolazioni" di un'onda sinusoidale) ma anche, ad esempio, attraverso l'uso di una chitarra "slide" ben effettata e integrata in grado di arricchire di emozionanti elementi melodici (di probabile "Rich-iana" ispirazione… del resto chi conosce bene Ascanio Borga non può non osservare che l'ombra di Robert Rich spesso "aleggia" sulla sua musica…) substrati più "oscuri" e meno rassicuranti…
Una curiosità… la "Porta Alchemica" che ha ispirato il primo brano (raffigurata anche come disegno all'interno dello splendido digipack a 6 facciate) è quella visitabile a Roma nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele… Se doveste capitare da quelle parti, almeno per curiosità, andate a dargli un'occhiata.
Un CD di Ascanio Borga ai massimi livelli.

Giuseppe Verticchio - www.oltreilsuono.com

WIth more than three years in the making, Raw Science is one of the most convoluted Borga's works. It contains four extended tracks crafted with careful stratifications, noise manipulations and other heavy sound treatment of various sources. With its unique mixture of dark electronics, guitar drones and concrete/noise elements, Raw Science occupies a musical niche similar to that of Bad Ground and Xenomorphic.

Sonic Boundaries

The common ground beneath these pieces is an experimental approach to the music production process. In a classic situation, recording, mixing and mastering have a mere technical role as they are employed to capture instruments and sounds, add auxiliary effects, balance tracks, to exploit and correct sound problems. The main focus is usually on the first steps: in theory, with an ideal quality recording, subsequent phases (especially mastering) should be reduced to a minimum to preserve the original sounds with maximum fidelity. This implicitly makes the assumption that the creative part of the music (i.e. the one where lies the musical language) is oustide the whole process of music recording and production.

The last assumption does not hold for concrete and other forms of experimental music, including this one. Here, effects and sound manipulation play a primary role, mixing and mastering are part of the composition, active creative phases in which crucial modifications and ideas can be inserted, driving the recording towards completely new and unexpected directions. Every phase of music production is not separate from the others, as the whole process can be repeated several times, in any order, following a non-linear pattern. Creative elements can live in any moment between the initial conception of music until the final master. The composer has an extended palette of tools, including those of the sound engineer, to take deeper control on the sound itself.

[from the liner notes]

credits

released September 1, 2016

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Recording, mixing & mastering: v2k alchemical laboratory, Rome, 2013-2016
(except some parts of track 1 which were recorded in Berlin)

Ascanio Borga - electric guitar, synthesizers, samples, noises, treatments

Artwork and layout by AB
Cover painting: “Cutting The Stone” by Hieronymus Bosch
Other images: a reproduction of the Alchemical Door (Rome)

© sonic boundaries sb002

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Ascanio Borga Rome, Italy

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